Durante una tempesta di sabbia nel deserto Black Rock, il 2 settembre 2015. Jim Urquhart, Reuters Contrasto
Durante una tempesta di sabbia nel deserto Black Rock, il 2 settembre 2015. Jim Urquhart, Reuters Contrasto

L’uomo e la natura, come nella notte dei tempi. Forse è questo lo spirito del Burning man festival, un evento nato quasi 25 anni fa come esperimento per esaltare lo spirito di comunità e autosufficienza, coinvolgendo la scena artistica statunitense alternativa.

Nel deserto di Black Rock, in Nevada, i partecipanti affrontano condizioni climatiche difficili, come le tempeste di sabbia improvvise e le temperature che superano anche i 40 gradi centigradi: un’esperienza di una settimana vissuta organizzando performance, concerti e attività di gruppo, nella più assoluta libertà creativa e lontani dalla vita moderna. Ammessi solo il dono e il baratto, e gli unici beni in vendita sono il ghiaccio e il caffè.

Quest’anno il festival si è svolto dal 30 agosto al 7 settembre e hanno partecipato circa 70mila persone. Secondo l’ancestrale tradizione, ahiudere l’esperienza l’incendio di un grande fantoccio di legno.

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